04 settembre 2014 Susanna Camusso a Portovesme (foto ANSA)
"Bisogna tornare all'antico sapere che non c'è ricchezza, non c'è futuro, istruzione se non c'è lavoro", per questo motivo è necessario "rimettere al centro l'occupazione". Lo ha ribadito Susanna Camusso, leader della Cgil nel corso della fase conclusiva del suo intervento sul palco di Buggerru, nel Sulcis, per i 110 anni dell'eccidio dei minatori durante il primo sciopero generale d'Italia.

"La lezione che ci dà la Sardegna è quella di un'isola che non si vuole rassegnare e non si rassegna", ha aggiunto la segretaria: "Perché senza lavoro non c'é prospettiva. Oltre a cambiare l'Europa dobbiamo cambiare il nostro Paese, a partire dal fatto che la piena occupazione non è un residuo delle richieste del '900". Poi la conclusione della manifestazione con la canzone Bella Ciao suonata dal gruppo Intreccio e cantata anche dalla leader sindacale.

IL NODO ENERGIA - Camusso è anche ritornata sulla vertenza Alcoa e la questione energetica, incontrando a Portovesme i lavoratori che da oltre 110 giorni presidiano l'ingresso della fabbrica di alluminio, ormai chiusa. "Quella Alcoa - ha detto la leader del sindacato - è una vertenza che ci dice del bisogno di una politica energetica che è una delle condizioni essenziali di una politica industriale. Questo Paese da troppo tempo non ha politiche industriali e non ha idea di come si affrontano le crisi".

AFFRONTARE LE CRISI - "Cominciammo la vertenza Alcoa col governo Berlusconi - ha ricordato il segretario della Cgil - abbiamo visto un ministro scappare in elicottero durante una stagione, possiamo dire di aver visto passare numerosi governi e continuiamo a insistere sul fatto che il nostro Paese di produzione di alluminio ne ha bisogno e non è né ragionevole, né giusto che si sia costretti a dipendere dall'estero rispetto a quella che è una materia prima per tanta trasformazione industriale nel nostro paese. Questo è uno stabilimento in condizioni di produrre positivamente e significativamente''.

"GLI AMMORTIZZATORI NON SI TOCCANO" - Nel suo intervento, la Camusso ha riservato un passaggio anche agli ammortizzatori sociali e al problema dei 25 mila sardi percettori di assegno sociale e cig e mobilità in deroga che dal primo gennaio 2015 si potrebbero trovare senza nulla. "Siamo pronti a riprendere la mobilitazione se lo strumento non dovesse continuare - ha avvertito il segretario - Attendiamo di capire gli annunci del governo che dice di aver trovato le risorse, se sono effettivi e quindi quali sono e continuiamo a pensare che la situazione di crisi della Sardegna, ma mi permetto di dire, di tutta Italia, non possa essere cancellato".

PIGLIARU PROMOSSO - Quanto all'operato della Regione Sardegna, Camusso ha sottolineato "la novità positiva dell'impegno nuovo della Regione e del suo presidente in particolare che ha preso in carico il fatto che non siamo di fronte a una necessità di smantellare la zona industriale ma siamo di fronte alla possibilità e necessità che questo comprensorio industriale, a partire da Alcoa, ripigli il lavoro".

"Mi pare che la Regione - ha concluso il segretario - stia provando a fare un lavoro importante e crediamo che questo debba essere rapidamente accompagnato da un'iniziativa del governo che non si limiti ad ascoltare se ci sono degli interessi ma che cerchi gli interlocutori e cercando gli interlocutori determini quali politiche sono utili al fine di una ripresa industriale".
]]>